siamo sabbia in un pugno che
afferra
rabbia repressa dentro questo viavai
e come insetti in assetto da
guerra
sferriamo offensive contro i passi carrai
ma dietro
specchi e vetrine assordanti
ci siamo spenti quasi fossimo hi fi
rotti e
persi nelle notti eleganti
come commessi del senno del mai
perchč siamo
esche su lenze pensanti
a volte lettori altrimenti librai
tracciamo segni
a formare lamenti
ma su forme di sogni e di calamai
come razza
ballerina e poi coppia
danzante in preda a patti e stoviglie
noi politici
del giorno che scoppia
scendiamo in piazza a mostrar meraviglie
siamo la
patina opaca e ostinata
che si deposita in questo presente
e non accetta
che sia spolverata
aspetta uno scopo e vive di niente
acrobati
a spasso in cerca di stima
e amici fragili di fiaschi e di calici
siamo
amori che il mondo concima
fino in fondo ai complessi pił semplici
siamo
scomparti per tristi argomenti
estinti dal tempo e disposti in
solai
riposti stinti e consunti indumenti
che ti sorprendi io un giorno
indossai
noi frati
persi fra versi e frammenti
spenti come spesso si spegne un hi fi
siamo
scomparsi in rimorsi e commenti
sepolti fra incolti campi di guai
ma siamo soli
dipinti e mai arte
col dito immerso in due dita di brandy
di antichi miti
di sonno e di carte
e istanti lenti che a tratti sospendi
siamo la
patina opaca e ostinata
che si deposita su questo presente
e non accetta
che sia spolverata
aspetta uno scopo e vive di niente
armando (ik)