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Le strade sono serene respiro aria e gente distratta su altalene che parla ma non sente tende e distende catene di monti e di ghiacciai e fende facce oscene come facciamo noi
Lo so che mi vuoi bene e che non basta mai ma prendo quel che viene da quello che mi dai
Osservo questo mondo d'argilla e di roccia e corro e mi nascondo cristallo nella boccia fra sassi e alghe finte coi pesciolini rossi scenografie dipinte fra i soliti discorsi
Lo so che mi vuoi bene ma non mi basta mai e prendo quel che viene da quello che mi dai
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Chissà cos'è... che fa mutare umore senza un perché, senza un motivo senza ragione, in modo quasi istintivo.
E tu lo sai ? che a volte t'amo e a volte ti lascerei senza un motivo e a tutto questo poi ci sopravvivo.
Forse è follia ma se lo fosse non è solo la mia; epidemia... tutti colpiti dalla stessa malattia.
Non sono pronto non voglio nessun tipo di confronto, ho perso il conto, ormai: della mia vita questa è l'alba o il tramonto?
E dimmi perché tu sei tranquilla, tu non fai come me i tuoi mutamenti sono leggeri e lenti, ma mai violenti.
E tu lo sai ? che tutto questo non mi ha convinto mai, i tuoi mutamenti più che reazioni sembran quasi lamenti.
Forse è follia ma se lo fosse non è solo la mia; epidemia... tutti colpiti dalla stessa malattia.
Non sono pronto non voglio nessun tipo di confronto, ho perso il conto, ormai: della mia vita questa è l'alba o il tramonto?
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Lesa maestà
Perché dirsi ciao, amore, se negli occhi ti leggo tristezza? se ormai ha perso ogni valore il calore di una carezza. Le mura crollano sotto i colpi di sogni infranti e non si placano: secoli di storia; di poeti e di santi. Le piazze scoppiano sotto i colpi di chi è "stato" e le scene cambiano, ma la morte conquista il mercato.
E la sera... la sera non chiederti più come eravamo, lo sai bene... lo sai bene anche tu com'è duro, oggi, dirsi "ti amo"
E la sera... la sera è già notte contando le stelle che la sera... disegnano rotte come rughe sulla tua pelle
Perché dirsi ciao, dolcezza, se negli occhi ti leggo paura? se c'è un senso di insicurezza e la salvezza è già un'avventura. Gli ideali svaniscono sotto i colpi di fedi deluse e pian piano riaprono le ferite che si erano chiuse. D'amore si muore sotto i colpi di questa realtà che ti batte nel cuore come un senso d'angoscia, di lesa maestà.
E la sera... la sera non chiederti più come eravamo, lo sai bene... lo sai bene anche tu com'è duro, oggi, dirsi "ti amo".
E la sera... la sera è già notte contando le stelle che la sera... disegnano rotte come rughe sulla tua pelle.
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L'universo in un verso
Spenta nei modi, spesso repressi, poco espansivi senza mai eccessi, quasi depressi, sempre passivi e trascini a fatica un'apparenza non hai veri sentimenti da seguire porti avanti un'esperienza pochi eventi travolgenti non hai amori da salvare o da ferire
Lento nei gesti, da tempo gli stessi, sempre istintivi stanchi riflessi, senza interessi, pochi i motivi e trascino a fatica una decenza non ho mete convincenti da seguire porto avanti un'esistenza pochi spunti divertenti non ho nulla da spiegare o da capire
Se riuscissi, un giorno o l'altro, in un verso ad esprimerti, anche in parte, il mio universo di passioni un po’ assurde, ma sincere ti lascerei capire, ti lascerei vedere…
E perché poi non dovrei amarti... quando son tutto e tu sei tutto per me ? Sei convinta di non sbagliarti... o non puoi permetterti neppure un perché ?
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Segna i sogni che spegni
Così a volte vorrei dirti più di quanto son capace ...e cercare di capirti, di spiegarti che chi tace non è vero che acconsente vorrei dirti: mi dispiace che talvolta per un niente anche un fremito fugace possa insistere a ferirti o apparirti troppo audace possa divenir movente d'una gelosia tenace figlia, evidentemente, di quei sogni che son morti...
In quanti paesi non sono mai stato ma non per questo rimpiango un viaggio che non ho scelto il coraggio che non ho avuto il miraggio cui non mi arresi
E tanti sguardi non ho conosciuto eppure ancora non rimpiango gli specchi che non ho scelto o quelli che non ho avuto e quegli occhi persi tra miliardi
Chissà quante canzoni non ho ascoltato i miei tempi di valzer e i tempi da tango tempi lenti dal divenir svelto opposti al rifiuto d'aiuto e piango nel fango... le mie emozioni
Segna i sogni che spegni e disegna i tuoi passi con cura chiuso a chiave tra solite mura dove le chiacchiere non fanno paura se pure ci provi... o, pure, t'impegni
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C'è sempre un motivo
c'è sempre un motivo che mi spinge a partire un impulso istintivo che non serve capire
non serve che il cielo sia terso o che ci sia la luna in questo verso e neppure le stelle e tutto il resto di ciò che è normale nell'universo ché ogni volta è uguale, ogni volta è diverso e poi, in fondo, è sempre lo stesso testo
il pensiero coinvolto dentro questo tumulto è un bambino sepolto in un corpo già adulto e non sarà mai prosciolto... ma si aspetta l'indulto
e c'è sempre un motivo che mi porta a tornare uno spunto creativo che mi fa innamorare
non serve che il cuore sia a fuoco o che ci sia rischio in questo gioco e neppure che sia chiaro lo scopo perchè si cresce sempre poco a poco e cucino emozioni come fossi... non dico uno chef... e qualcosa rimane anche dopo
poi qualcuno ha risposto dice: "dammi, l'aggiusto" quel trenino nascosto in un angolo angusto e sembra pure disposto... a giocare nel giusto
ché c'è sempre un motivo per un nuovo cantiere ed è quello che scrivo quasi tutte le sere
non serve che in casa ci sia un piano e neppure un liuto dietro il divano anche se di per sé non è affatto strano come avere un pastore maremmano che scodinzola lieto e mi lecca la mano poi mi guarda negli occhi e mi porta lontano
ma lontano è qui intorno è così taciturno e non c'è alcun ritorno che sia questo il mio turno? spero ancora in un giorno... ma è un pensiero notturno
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Bianco, ma cigno
Mi dici che non apprezzo l'energia, probabilmente non ha prezzo la simpatia e non m'importa la ricerca di un'identità: io credo sempre e solo alla semplicità.
E non sopporto più nemmeno la parodia di chi è convinto e aspetta ancora un messia e poi, comunque, non m'illudo facilmente: l'oppio, io, l'ho già rispedito al mittente.
Perché non c'è santo che sia normale o religione che sia naturale e non c'è Dio che non abbia uno scopo o paradiso che non sia sempre dopo,
ma l'esigenza è ogni giorno più urgente, è necessario un nuovo detergente, idratante, efficace e funzionale: un detersivo, finalmente, per l'igiene mentale.
M'infastidisce ogni forma d'ipocrisia, sia un nuovo altare oppure un'altra democrazia, vecchie promesse condite d'eternità o, ancora, profeti d'ogni tipo di divinità.
In tutte le città, in ogni periferia, c'è assoluto bisogno di pulizia e voglio un cigno, e lo voglio bianco: 'ché il sogno è finito e sono troppo stanco.
Perché non c'è santo che sia normale o religione che sia naturale e non c'è Dio che non abbia uno scopo o paradiso che non sia sempre dopo,
ma l'esigenza è ogni giorno più urgente, è necessario un nuovo detergente, idratante, efficace e funzionale: un detersivo, finalmente, per l'igiene mentale.
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Dammi retta (la fiera dell'abitudine)
Non ti chiedo mai cos'è successo o forse veramente non te l'ho chiesto spesso che in fondo lo so... e tu lo sai che non c'è più niente da aggiungere adesso
Dammi retta, ché dove sia virtù sarebbe deprimente non lo sapessi neanche tu ché non è chi parte, ma chi resta quello che è assente quello che non c'è più
Bevo whisky per non dimenticare che sono cosciente e poi ho già smesso di volare ma corro incontro ai miei rischi al gioco innocente che vuoi trasformare
Meravigliosa solitudine di banchi e ombrelloni alla fiera dell'abitudine dove stanchi d'ogni cosa lo sguardo si ferma ai suoni della nostra inquietudine
Mi hai scritto dal tuo futuro ma io sono cresciuto e non sapevo se tenerti all'oscuro o mostrarti il mio cuore sfitto predisposto al saluto ...e misuro i miei passi sicuro
Dammi retta, dove sia il torto sarebbe deprimente sapessi e non mi fossi accorto ché non è chi parte, ma chi resta quello che è assente quello che è morto
E ancora cerco tra le bancarelle un ricordo decente un sorriso, o quelle coccinelle e quanto, insieme, abbiam sofferto ti torna in mente? da un ospedale a contar le stelle
Meravigliosa solitudine di banchi e ombrelloni alla fiera dell'abitudine dove stanchi d'ogni cosa lo sguardo si ferma ai suoni della nostra inquietudine
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Il deserto fiorito
Sai? sciupo il sogno dentro un sole malato c'è una pietra che aspetta tra quei solchi nel prato una coppa di sangue che la storia ci rende parzialmente scremato, una croce di legno, portavoce che svende il peccato al mercato.
Sai? leggo nell'ombra, scrivo finché c'ho fiato c'è una zolla di terra che descrive il palato c'è l'amore che stende sulle stesse leggende quando il cuore è bagnato, c'è la fede che offende, quella che si difende e non mi sono schierato.
Mai, nel mio cielo, ho dipinto di rosa il passato non ha altro vangelo tra le mani pulite Pilato il deserto fiorisce nello sguardo di chi è innamorato ed il prezzo stupisce senza sconto all'ipermercato.
Sai? si sente il mare dentro il calice del mio fato e il sapore dei giorni dentro un suono che s'è lacerato nell'odore dei campi una luce cadente giù dal cielo adombrato, nella notte quei lampi come vita sorgente ...e mi sorprende il boato.
Mai, nel mio cielo, ho dipinto di rosa il passato non ha altro vangelo tra le mani pulite Pilato il deserto fiorisce nello sguardo di chi è innamorato ed il prezzo stupisce senza sconto all'ipermercato.
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Principessa
Poche frasi di commenti, vorrei dirti e darti altro per quei giorni, quei momenti,
ma se guardo un po' più avanti... non ti vedo e vado oltre: il futuro è da altre parti.
E ti chiedo: "come stai?" anche solo col pensiero Mi domando dove andrai, e ti giuro son sincero, principessa del mistero.
Poche frasi che già sai come sai che sei tutt'ora quel miraggio che sognai,
ma nei sogni come i miei, facci caso, è chiuso ancora quel castello che vorrei...
E ti chiedo: "che farai?" anche solo col pensiero Dimmi dove te ne andrai, e già spero non sia vero, principessa del mistero.
Poche frasi vecchie ormai piano piano è pieno il mondo di episodi come noi,
ma c'è un po' di malincuore forse t'amo e temo in fondo che la fine sia un errore...
Così chiedo: "come stai?" e lo faccio col pensiero, mi domando se lo sai che t'ho amata per davvero, principessa del mistero.
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Por donde se sale?
Un cartello, due parole... m'indicavan sin' a ieri che sui sogni e sui pensieri non tramonta mai il sole
un castello, due bicchieri e, come suole in questi casi, un amore senza "quasi"... e sembra quasi che non c'eri.
Mi convinci ch'è normale e confondi i desideri poi colpisci volentieri e non t'accorgi che fai male.
Sono foglie un po' sciupate sopra rami di misteri, sono fogli e segni neri che han le ali delicate. Sono donne che ho sposato, sono mogli di guerrieri, sono fiori ai cimiteri... messaggeri del mio fato.
Quante frasi dedicate alle dame, ai cavalieri agli umori più sinceri alle storie disperate
Ma i miei versi, quelli veri quelli che mi fanno vivo, i più belli... non li scrivo, me li tengo prigionieri
Tutto il resto è materiale che raccolgo nei quartieri del dolore e dei piaceri: il pretesto... è strumentale.
Sono foglie un po' sciupate sopra rami di misteri, sono fogli e segni neri che han le ali delicate. Sono donne che ho sposato, sono mogli di guerrieri, sono fiori ai cimiteri... messaggeri del mio fato.
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Oh già (copia e incolla i miei silenzi)
Stasera c'era meraviglia figlia dello stesso umore che di notte indossa il giorno stesse lacrime, stesso calore di un cuore che si risveglia cintura nera di "cara te", amore ma la partenza è già ritorno stessa atmosfera, stesso sapore che adesso raccoglie la voglia di chi spera senza far rumore che l'estate sia come l'inverno con la stessa luce, lo stesso colore
Ma i miei silenzi che tu ci creda o non ci creda sono figli d'amore certo non cacciano, ma sono preda quando il mio cuore è aperto e subisce il tuo che arreda di foto e ricordi un unico concerto Oh già! ...i miei silenzi riecheggiano delle tue risa
Ho poi smesso di bere stasera o era ieri sera e un altro l'odore un altro il candore bianco di gesso su nero lavagna e sul mio sudore e vuoto il bicchiere e vuoto non era che c'era dell'acqua in quel vapore ed ora mi chiedo ancora perplesso se fosse poi acqua quella o altro liquore nel quale si nuota alla mia maniera ché nelle officine del dolore s'inizia presto, s'inizia adesso e l'eternità si misura in otto ore
Ma i miei silenzi che tu ci creda o non ci creda sono figli d'amore certo non cacciano, ma sono preda quando il mio cuore è aperto e subisce il tuo che arreda di foto e ricordi un unico concerto Oh già! ...i miei silenzi riecheggiano delle tue risa
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Veniva a recitar poesia
C'è qualcosa che sfugge e svanisce tra il catrame e il cemento di questa città ché c'è ruggine oggi e non si capisce se già c'era o se sia novità
C'è vertenza tra me e i miei pensieri sul passato passato allo straccio... ma non penso volentieri al tuo ieri o se ci penso... poi non lo faccio
Io... opero ancora a cuore aperto ma la prognosi è timida e riservata proprio come suonare a un concerto e sentirsi una nota stonata
Tiro su ogni giorno un bel muro per proteggermi dalle emozioni e non importa, ma non sono sicuro che la porta sia nelle canzoni
Il futuro è retaggio mentale costruito sulla storia che ho già nello spazio tra il sogno e il reale ...quando arriva è presente, si sa
Io... opero ancora a cuore aperto ma la prognosi è timida e riservata proprio come ascoltare un concerto e sentire una nota stonata
C'è acqua alta e un deserto di sabbia tra la piazza e il cielo di questa città una tromba di troppo e un velo di rabbia e poi... c'è ipocrisia dentro la verità
C'è paura e partenza nei miei giorni neri e guardo ancora il mio letto disfatto non volevo e non ho prigionieri non c'è amore quando questo è distratto
Ma io... opero ancora a cuore aperto e la prognosi è timida e riservata proprio come arrivare a un concerto e scoprire che l'aria è cambiata
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Se non dormi... che fai? (ciao Signor G)
Ciao... non è semplice da dirsi e poi il gioco l'hai iniziato tu fuggire e nel sogno incontrarsi... ma ho cambiato casa e ancora non lo so
fidarci di che? del destino? siamo dentro un sogno collettivo, dentro quest'assurda canzone... e sorridendo ci prendevi in giro
non c'è tempo per credere siamo quelli che non sono un granché e tu da qui a lì sarai già cambiato non si può star tranquilli con te
che fai ancora su quel palco? eccola qui la tua chitarra posso solo farti da spalla, lo sai e poi se non dormi... che fai?
forse ho sciupato un'occasione avrei voluto più tempo per parlare ma il tempo è solo una finzione e forse è colpa mia e ancora non lo so
Certo, non si sogna mai a caso e mi diresti ch'è questione di "naso", sapessi quante volte abbiam parlato... di quei giorni che m'hai telefonato
E fantastico, ti piaccia o non ti piaccia averci chiuso la porta dell'oasi in faccia andare via così all'improvviso... senza dirci sulla spiaggia chi cazzo s'è ucciso
ma che fai ancora su quel palco? eccolo qui l'asciugamani posso solo farti da spalla, lo sai e poi se non dormi... che fai?
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Siamo
ma
dietro specchi e vetrine assordanti perchè
siamo esche su lenze pensanti come
razza ballerina e poi coppia
siamo
scomparti per tristi argomenti noi
frati persi fra versi e frammenti ma
siamo soli dipinti e mai arte
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tutti i testi sono di instantkarma tranne "se non dormi che fai" di misselaiza/instantkarma |